Da Giuseppe Rodà (Presidente Prov. Azione Universitaria - Latina)
La sapienza viene blindata all’inaugurazione dell’anno accademico per impedire le manifestazioni di solidarietà al Papa e per la libertà di pensiero in una libera Università. La cosa più imbarazzante è che la Sapienza viene blindata non per la mancata visita del Papa, bensì per proteggere il Rettore Renato Guarini, il Ministro Fabio Mussi e il Sindaco Walter Veltroni, anche loro evidentemente malvisti dalla gran parte degli studenti del “libero pensiero”, che in massa hanno espresso al Santo Padre tutto il rispetto e la solidarietà che merita. Ci si chiede come queste tre autorità che oggi, a fatto compiuto, dichiarano la loro solidarietà al Papa, sino riuscite a farsi mettere nel sacco da un gruppo di sbandati dei centri sociali, ben diretti e protetti da professori provenienti da un fallimentare ’68 causa del declino morale e culturale del nostro Paese, all’occupazione dei più importanti centri di potere, trasformati in vere e proprie baronie che calpestano la storia dell'Italia.
E’ ignobile che una delle prime università Mondiali, culla della cultura e della scienza, debba vivere un momento così imbarazzante e sotto gli occhi di tutti non sapere gestire un evento cosi importante come la vista del Santo Padre. Questo non fa onore né all’Università né all’Italia stessa.
Peccato che le energie degli studenti della “Sapienza” vengano indirizzate su assurdità come queste, che in altre sedi sarebbero fatti di ordinaria amministrazione, quando, invece, potrebbero essere concentrate sui gravi problemi che attraversa da molti anni La Sapienza, soprattutto la sede decentrata di Latina, da tempo volutamente trascurata, senza i necessari investimenti in strutture e servizi adeguati, con una Legge Finanziaria deludente che non prevede nessun tipo di stanziamento per la creazione di nuovi corsi di laurea nelle sedi decentrate. Basterebbe qualche attenzione in più per rendere la sede di Latina un gioiello di Università, ma evidentemente questo non accade dato che la Sapienza urla e rivendica “date a Cesare quel che è di Cesare”.